Mi pongo il limite di esprimere tutti i miei pensieri in non piu' di 101 parole, felice del fatto che non lo rispettero' mai...

Eccomi

Utente: agostinoz
Nome: Agostino
Ho 25 anni e vivo nella provincia di Napoli. Dal punto di vista evoluzionistico, costituisco l'anello di congiunzione tra l'homo erectus e l'homo abilis, in quanto non piu' erectus e mai stato abilis... detto questo, se vuoi ancora sapere qualcosa in piu' su di me, consulta la sezione credits, visita il sito e torna a trovarmi spesso! :-)

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lunedì, 04 aprile 2005

   
 
   

Il mistero della vita si rinnova.

6 parole.

Postato da: Agoz alle 08:40 | Commenta ()

domenica, 20 marzo 2005

La 500 rossa, chiamata Peppi (Josephine) da un amico inglese alcuni anni fa (e ribattezzata Peppenella una volta tornata in città), è diventata il simbolo dei Verdi in questa campagna elettorale. Opportunamente decorata e dotata di due altoparlanti che sembrano stati costruiti apposta per lei, gira la città nelle ore di punta, diffondendo ora musica di operetta di primo Novencento, ora Bob Marley e presto, probabilmente, sarà il turno di Buble. Le reazioni della gente sono delle più disparate: a volte indifferenza, altre volte sorrisi e meraviglia. Qualcuno ha detto: Sembra una violenza, riferendosi al colore e alle decorazione. Ma non dimenticherò mai l'entusiasmo dirompente di un ragazzo che una volta, vedendola arrivare, ha esultato quasi come se avesse appena segnato la sua squadra del cuore!

Domenica mattina il ministro Pecoraro Scanio, segretario nazionale dei Verdi, ha fatto visita alla città, portando il suo contributo alla sezione cittadina del partito. Ci aspettavamo almeno un piccolo comizio o qualche parola di più, ma sembra che abbia rilasciato soltanto una breve intervista ad una TV locale, durante la quale è stato immortalato dell'infallibile obiettivo della mia digitale Fix.

Qui Pecoraro Scanio osserva divertito Peppenella, ma da giusta guida dei Verdi quale egli è, ha dichiarato: La prossima volta vi mandiamo un'automobile elettrica, perché queste macchinette sono belline ma... (inquinano?) Ipse dixit. Io me lo sono segnato...

Alcuni passanti si soffermano ad osservare con più attenzione la 500 parcheggiata nel bel mezzo della vietatissima-alle-auto Villa comunale (durante le elezioni è permesso questo ed altro).

Anche questo pastore tedesco, di cui non conosco il nome, ho espressamente chiesto di essere immortalato davanti alla 500...

Foto con le Volantine, due fanciulle che facevano volantinaggio nei paraggi...

Roberta o Rebecca, non ho capito bene il suo nome, c'era troppa confusione. Qualsiasi sia la reazione degli adulti, ai bambini la 500 piace sempre.

Intorno all'una abbiamo levato le tende, anzi la macchina...

...purtroppo accenderla non si poteva, perché ci hanno consentito di parcheggiarla, ma accenderla no... però, come di dice, a mali estremi...

Postato da: Agoz alle 16:49 | Commenta ()

giovedì, 03 marzo 2005

Può il domani essere migliore?

Domani

5 parole.

Postato da: Agoz alle 19:48 | Commenta ()

martedì, 01 marzo 2005

Il tè. Britannico momento di flemmatico caldo piacere che sorseggio osservando la quotidiana transumanza umana verso il consumismo qui al bar di Auchan. E fuori c’è un po’ di Siberia, dicono. Una fetta di limone che spappolo col cucchiaino nella tazza mentre la mia mente è altrove, il succo aspro si sposa al tè schiarendolo, bell’effetto, ci sarà una spiegazione scientifica a questo fenomeno, ma per il momento lo vivo nella mia ignoranza, lo stato più leggiadro di vivere i mutamenti: una specie di infantile inconsapevolezza. Quando entro nella mia bolla, una sottile pellicola separa la mia dalla vita del mondo, ma attraverso i volti della gente entro nelle loro case, nel loro passato, nel loro presente. Un bambino cicciottello sui dieci anni si versa in un bicchiere gli ultimi sorsi della lattina di Sprite, una donna grassoccia sui sessanta (troppo anziana per essere la madre) lecca un Soft Algida e un uomo obeso col doppio mento (il padre? Troppo giovane per essere il marito della donna) butta via la lattina nel vicino secchio dell’immondizia. Non so perché, ma mi viene in mente la famiglia del telefilm Pappa e Ciccia, lo ricordate? Avranno una casa come nel telefilm, una vita come nel telefilm? Il bambino ingurgita gli ultimi sorsi dal bicchiere e compare dietro di lui una donna che non avevo notato prima (la madre! E il cerchio si chiude: madre, padre, figlio, nonna).
- Lascia qualche goccia nel bicchiere, hai capito?
Suggerisce ironicamente la donna-madre al bambino mentre lo vuota fino all’ultima molecola di gassosa.

256 parole.

Postato da: Agoz alle 22:11 | Commenta ()

domenica, 20 febbraio 2005

Nel primo pomeriggio, dopo pranzo, ero steso sul letto quando sono stato investito da un’improvvisa intuizione: ecco, dunque, cos’è l’esistenza, soltanto un artificioso sincretismo tra il nascere e il morire. E mi sono detto Maròòòò!!! da solo.

37 parole.

Postato da: Agoz alle 18:03 | Commenta ()

sabato, 19 febbraio 2005

È quasi primavera… cantava Sergio Caputo negli anni Ottanta, ma questo febbraio continua ad alitarci sulle reni il vento gelido dei monti innevati. Venerdì sera ho visto il film di Clint Eastwood, Million Dollar Baby in un vecchio cinema della mia città rimasto chiuso per alcuni secoli (a detta degli anziani), ma da poco rimesso a nuovo con annessa una libreria Mondadori, di quelle uguali in tutte le città. Ho dato in pasto a Google il titolo del film e sono finito su un forum spagnolo in cui qualcuno diceva: gran película! Concordo. Il ritmo è buono, non annoia. Partendo dal pretesto della box, i personaggi descrivono storie di ordinario squallore in un’America un po’ al di là del politicamente correto  way of life americano, storie di uomini con un po’ di gloria alle spalle e un cheese burger per cena nel presente della loro  vecchiaia. E la protagonista si riscatta poco più che trentenne prendendo a pugni prima il suo passato, poi tutte le avversarie che si trova davanti nei primi minuti del match e stende con un paio di colpi sul setto nasale e altrove. E così, tra ematomi e zampilli di sangue, si snocciolano vecchi rapporti interrotti tra padre e figlia, idiosincrasie tra sacro e profano di uno spazientito e ottuso parroco di periferia e una risposta alla domanda: eutanasia sì, eutanasia no? Non abbassare mai la guardia baby, ma non mi hai ascoltato e sei rimasta fregata, direbbe Clint. Ma prima di andarsene ha conosciuto un amore sincero… Voto: 8.

254 parole.

Postato da: Agoz alle 11:38 | Commenta ()

giovedì, 17 febbraio 2005

Stamattina il pullman era meno affollato del solito, lo si capiva dal fatto che intorno a ciascun passeggero c’erano alcuni centimetri cubici di vuoto. Ma il Sole è tornato con la sua corona di raggi a fare capolino tra i monti innevati, sembra quasi che la temperatura sia un po’ più alta. Sembra. Difatti si crepa dal freddo, ma la primavera è vicina. Piazza del Plebiscito, qui a Napoli, si estende sotto una cupola di azzurro cielo puntellato dalle ali di mille piccioni comunali in volo. Tra di essi indovino anche l’apertura alare dei gabbiani e mi stupisco di questo privilegio concesso soltanto alle città di mare. Poi durante tali eterei pensieri se ne insinua un altro: il guano degli uccelli cade dritto in fronte solo nei film? Guano, deiezione solida e liquida di uccelli gregari e mammiferi volanti, ricco di azoto e fosforo. Staccatelo dalle vostre auto e datelo alle piantine dei vostri balconi: ve ne saranno grate…

159 parole.

Postato da: Agoz alle 15:00 | Commenta ()

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