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Mi pongo il limite di esprimere tutti i miei pensieri in non piu' di 101 parole, felice del fatto che non lo rispettero' mai... |

Nome: Agostino
Ho 25 anni e vivo nella provincia di Napoli. Dal punto di vista evoluzionistico, costituisco l'anello di congiunzione tra l'homo erectus e l'homo abilis, in quanto non piu' erectus e mai stato abilis... detto questo, se vuoi ancora sapere qualcosa in piu' su di me, consulta la sezione credits, visita il sito e torna a trovarmi spesso! :-)
visitato volte
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Il mistero della vita si rinnova. 6 parole. |
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Può il domani essere migliore?
5 parole.
Il tè. Britannico momento di flemmatico caldo piacere che sorseggio osservando la quotidiana transumanza umana verso il consumismo qui al bar di Auchan. E fuori c’è un po’ di Siberia, dicono. Una fetta di limone che spappolo col cucchiaino nella tazza mentre la mia mente è altrove, il succo aspro si sposa al tè schiarendolo, bell’effetto, ci sarà una spiegazione scientifica a questo fenomeno, ma per il momento lo vivo nella mia ignoranza, lo stato più leggiadro di vivere i mutamenti: una specie di infantile inconsapevolezza. Quando entro nella mia bolla, una sottile pellicola separa la mia dalla vita del mondo, ma attraverso i volti della gente entro nelle loro case, nel loro passato, nel loro presente. Un bambino cicciottello sui dieci anni si versa in un bicchiere gli ultimi sorsi della lattina di Sprite, una donna grassoccia sui sessanta (troppo anziana per essere la madre) lecca un Soft Algida e un uomo obeso col doppio mento (il padre? Troppo giovane per essere il marito della donna) butta via la lattina nel vicino secchio dell’immondizia. Non so perché, ma mi viene in mente la famiglia del telefilm Pappa e Ciccia, lo ricordate? Avranno una casa come nel telefilm, una vita come nel telefilm? Il bambino ingurgita gli ultimi sorsi dal bicchiere e compare dietro di lui una donna che non avevo notato prima (la madre! E il cerchio si chiude: madre, padre, figlio, nonna).
- Lascia qualche goccia nel bicchiere, hai capito?
Suggerisce ironicamente la donna-madre al bambino mentre lo vuota fino all’ultima molecola di gassosa.
256 parole.
Nel primo pomeriggio, dopo pranzo, ero steso sul letto quando sono stato investito da un’improvvisa intuizione: ecco, dunque, cos’è l’esistenza, soltanto un artificioso sincretismo tra il nascere e il morire. E mi sono detto Maròòòò!!! da solo.
37 parole.
È quasi primavera… cantava Sergio Caputo negli anni Ottanta, ma questo febbraio continua ad alitarci sulle reni il vento gelido dei monti innevati. Venerdì sera ho visto il film di Clint Eastwood, Million Dollar Baby in un vecchio cinema della mia città rimasto chiuso per alcuni secoli (a detta degli anziani), ma da poco rimesso a nuovo con annessa una libreria Mondadori, di quelle uguali in tutte le città. Ho dato in pasto a Google il titolo del film e sono finito su un forum spagnolo in cui qualcuno diceva: gran película! Concordo. Il ritmo è buono, non annoia. Partendo dal pretesto della box, i personaggi descrivono storie di ordinario squallore in un’America un po’ al di là del politicamente correto way of life americano, storie di uomini con un po’ di gloria alle spalle e un cheese burger per cena nel presente della loro vecchiaia. E la protagonista si riscatta poco più che trentenne prendendo a pugni prima il suo passato, poi tutte le avversarie che si trova davanti nei primi minuti del match e stende con un paio di colpi sul setto nasale e altrove. E così, tra ematomi e zampilli di sangue, si snocciolano vecchi rapporti interrotti tra padre e figlia, idiosincrasie tra sacro e profano di uno spazientito e ottuso parroco di periferia e una risposta alla domanda: eutanasia sì, eutanasia no? Non abbassare mai la guardia baby, ma non mi hai ascoltato e sei rimasta fregata, direbbe Clint. Ma prima di andarsene ha conosciuto un amore sincero… Voto: 8.
254 parole.
Stamattina il pullman era meno affollato del solito, lo si capiva dal fatto che intorno a ciascun passeggero c’erano alcuni centimetri cubici di vuoto. Ma il Sole è tornato con la sua corona di raggi a fare capolino tra i monti innevati, sembra quasi che la temperatura sia un po’ più alta. Sembra. Difatti si crepa dal freddo, ma la primavera è vicina. Piazza del Plebiscito, qui a Napoli, si estende sotto una cupola di azzurro cielo puntellato dalle ali di mille piccioni comunali in volo. Tra di essi indovino anche l’apertura alare dei gabbiani e mi stupisco di questo privilegio concesso soltanto alle città di mare. Poi durante tali eterei pensieri se ne insinua un altro: il guano degli uccelli cade dritto in fronte solo nei film? Guano, deiezione solida e liquida di uccelli gregari e mammiferi volanti, ricco di azoto e fosforo. Staccatelo dalle vostre auto e datelo alle piantine dei vostri balconi: ve ne saranno grate…
159 parole.